← Progetti

Ott 2022 – Dic 2024

Voto: 110/110

Regional Misallocation:
Italia vs Germania

Tesi di Laurea Magistrale · Economics and Data Analysis

Supervisor: Prof. Michael Pflüger · Julius-Maximilian Universität Würzburg

StataTeXEconometriaPanel DataAnalisi RegionaleAnalisi Controfattuale
GitHub

Contesto

Il Problema Economico

In Italia i contratti collettivi nazionali fissano salari minimi uniformi per settore in tutto il paese, indipendentemente dalla produttività locale. Il risultato è che un operaio metalmeccanico a Milano e uno a Crotone ricevono salari simili, nonostante la produttività delle due aree sia radicalmente diversa. Questa compressione salariale non è neutrale: se il salario minimo è troppo alto rispetto alla produttività locale, le imprese nel Sud non assumono — e chi è disoccupato non si sposta al Nord perché i costi di trasferimento sono elevati. Il mercato del lavoro non si riesce a riequilibrare.

La domanda di ricerca è: quanto è grande questo effetto, e cosa succederebbe se l'Italia adottasse un sistema più simile a quello tedesco, dove la contrattazione è più decentrata e i salari si adeguano meglio alla produttività locale?

Panoramica

Il Progetto di Ricerca

Tesi magistrale della doppia laurea tra Università di Verona e Julius-Maximilian Universität (Würzburg), con voto 110/110. La ricerca indaga in che misura il sistema di contrattazione salariale genera misallocation regionale, confrontando il modello centralizzato italiano con quello flessibile tedesco — replicando ed estendendo il framework di Boeri, Ichino, Moretti & Posch (JEEA 2021). I dati sono provinciali NUTS-3 su salari, GVA (Gross Value Added) e occupazione per Italia e Germania. Tutta l'analisi è stata condotta in Stata con output LaTeX.

Risultati

Key Findings

4–5×
Elasticità salario-produttività: Germania vs Italia

Il coefficiente log GVA→salari è 0.195 (Sud IT) e 0.137 (Nord IT) contro 0.739 (Ovest DE) e 0.380 (Est DE). La Germania mostra una correlazione 4–5× più forte tra produttività locale e salari nominali.

+12.85 p.p.
Il costo del sistema centralizzato

Analisi controfattuale: con la flessibilità salariale tedesca, il tasso di occupazione nel Sud salirebbe da 57.32% a ~70–71% (+12.85 p.p.), e il reddito da lavoro pro-capite da €766 a €881/mese (+7.5%).

€0.32
Compressione salariale Nord-Sud in Italia

In Italia il gap salariale orario Nord-Sud è solo €0.32 (€8.68 vs €8.36) nonostante differenze di produttività ben più marcate. Il sistema tedesco produce gap più ampi ma un'allocazione del lavoro più efficiente.

Dati

Dati della Ricerca

Elasticità Salario-Produttività per Area

Coefficiente log GVA → salari nominali · regressione panel con effetti fissi

IT Sud / IT NordDE Ovest / DE Est

Fonte: elaborazione propria su dati provinciali NUTS-3

Questo grafico mostra quanto i salari nominali rispondono alle variazioni di produttività locale (misurata dal GVA). Un coefficiente alto significa che dove la produttività è alta i salari sono alti, e viceversa — esattamente quello che accade in Germania (0.739 Ovest, 0.380 Est). In Italia invece i coefficienti sono molto bassi (0.195 Sud, 0.137 Nord): i salari sono compressi verso una media nazionale indipendentemente da quanto produce ogni territorio. Questo disallineamento scoraggia le assunzioni nelle aree meno produttive e impedisce all'occupazione di riequilibrarsi.

Analisi Controfattuale — Tasso di Occupazione (%)

Effetti della flessibilità salariale tedesca applicata alle province italiane

CF Scenario 1: top 0% · CF Scenario 2: variante top 0%

Questo grafico risponde alla domanda centrale della tesi: cosa succederebbe ai tassi di occupazione italiani se l'Italia adottasse la flessibilità salariale tedesca? Le barre grigie mostrano la situazione attuale (status quo): il Sud parte da 57.3% di occupazione, il Nord da 71%. I due scenari controfattuali (indigo ed emerald) simulano cosa accadrebbe con salari più flessibili: il Sud salirebbe a ~70–71%, praticamente allineandosi al Nord, con un guadagno di circa 12.85 punti percentuali. In parallelo, il reddito da lavoro pro-capite nel Sud passerebbe da €766 a €881/mese (+7.5%).

Metodologia

Processo di Analisi

1
Dati

Raccolta dei dati

Dataset provinciali NUTS-3: GVA, salari, occupazione per province italiane e tedesche. Fonti: Eurostat, ISTAT, Destatis. Copertura temporale pluriennale.

2
Wrangling

Data wrangling in Stata

Pulizia e merge dei dataset, correzione per lavoro informale (Sud Italia), costruzione variabili panel per provincia-anno. Normalizzazione degli indicatori salariali.

3
Regressione

Analisi di regressione panel

Regressioni panel OLS con effetti fissi provinciali e temporali. Stima dell'elasticità salario-produttività per area geografica (Nord/Sud IT; Ovest/Est DE) e settore manifatturiero.

4
Controfattuale

Analisi controfattuale

Simulazione: cosa succederebbe se l'Italia adottasse la flessibilità salariale tedesca? Tre scenari (top 0%, 5%, 10%, 20% delle province) con effetti su salari, occupazione e reddito aggregato.

5
LaTeX

Scrittura & output LaTeX

Tesi completa con tabelle e figure generate automaticamente da Stata, supervisione del Prof. Michael Pflüger (Julius-Maximilian Universität Würzburg). Voto finale 110/110.

Conclusioni

Cosa Ci Insegna Questo Confronto

Evidenza empirica

L'evidenza empirica è chiara: il sistema di contrattazione collettiva centralizzato italiano comprime i salari verso una media nazionale, disconnettendo la retribuzione dalla produttività locale. Il risultato è una misallocation del lavoro persistente — il Sud mantiene tassi di occupazione strutturalmente bassi non perché manchino le persone, ma perché il sistema salariale non consente al mercato del lavoro di trovare il proprio equilibrio.

Il caso tedesco

La Germania, con un sistema di contrattazione più decentrato, mostra elasticità salario-produttività 4–5 volte più alte. Questo non significa che il modello tedesco sia privo di svantaggi (produce gap salariali geografici più ampi), ma dimostra che una maggiore flessibilità nella determinazione dei salari locali è associata a mercati del lavoro più efficienti e a tassi di occupazione più elevati nelle aree meno produttive.

Implicazioni di policy

Le simulazioni controfattuali suggeriscono che una riforma in direzione di una maggiore flessibilità salariale regionale potrebbe portare il tasso di occupazione del Sud italiano da 57.3% a ~70–71%, riducendo significativamente il divario storico Nord-Sud. Si tratta di un esito ipotetico e condizionato ad assunzioni specifiche, ma fornisce un ordine di grandezza quantitativo rilevante per il dibattito di policy.

Takeaway

Risultati & Apprendimenti

Prima esperienza completa di ricerca econometrica su dati reali a livello provinciale (NUTS-3)

Gestione di dataset eterogenei multi-paese con pulizia avanzata in Stata

Analisi panel con effetti fissi e costruzione di scenari controfattuali quantitativi

Presentazione davanti a commissione accademica internazionale — doppia laurea Verona–Würzburg

Output accademico formale: tesi in LaTeX con tabelle e figure automatizzate da Stata